Passo 01

Per allenarsi a durare di più a letto, puoi iniziare con una pratica da solo, chiara e graduale. Dura più a lungo, il programma nell’app The Coach, combina consapevolezza dell’eccitazione, respirazione, rilassamento ed esercizi del pavimento pelvico. In una sessione di circa venti minuti impari a riconoscere i cambiamenti, rallentare e fare delle pause. Le istruzioni ti guidano passo dopo passo, prima da solo e poi con la tua partner.
Rispondi a qualche domandaPer capire come allenarsi a durare di più a letto, parti da quattro aspetti: riconoscere il tuo livello di eccitazione, scegliere un obiettivo gestibile, provare modi per rallentare e valutare com’è andata la sessione. Una scala da uno a dieci ti aiuta a descrivere ciò che senti. Con la pratica regolare, questi cambiamenti diventano più facili da riconoscere.
Qui sta la differenza tra allenarsi a durare di più e leggere come si fa. Di solito è un allenatore a darti quello che una lista non può: dove sei, a cosa puntare e com’è andata. Quando conosci la scala, il tuo corpo ti dice dove sei e com’è andata, ed è per questo che puoi allenare il tuo corpo a durare di più in una stanza dove non c’è nessun altro. Il corpo però non sceglie per te il livello di stasera un martedì della quarta settimana, quando la novità è finita e un sei sembra una serata sprecata. Nell’app la sessione arriva già impostata: il livello di stasera, la respirazione guidata prima, la pratica sull’eccitazione con i suoi giri, tre sere a settimana per circa due mesi, con il programma Kegel e la respirazione ogni giorno.
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Ogni lista di tecniche mentali per durare di più a letto arriva alla stessa risposta, cioè pensare ad altro. Noi no, e nemmeno chi ci ha provato più di una volta: la distrazione ti porta fuori dal sesso, sposta appena i tempi e non insegna niente per la volta dopo. Il lato mentale del controllo è un circolo che puoi vedere e quattro mosse che puoi provare, e restare calmo durante il sesso è una cosa che si ottiene con l’esercizio, non uno stato d’animo che ti porti dietro.
Il circolo funziona così. Arriva un pensiero, di solito prima che succeda qualsiasi cosa: e se vengo troppo in fretta. Il pensiero porta tensione, prima nelle cosce e nella pancia. La tensione sposta il sistema nervoso verso la lotta o la fuga, ed è in quella modalità che scatta il riflesso. Vieni presto, la paura trova conferma, e la volta dopo il circolo è più forte. Quasi tutti gli uomini perdono il controllo non per quello che sentono ma per quello che pensano di quello che sentono, e al culmine il panico si riduce a poche parole: sta succedendo, non posso fermarlo, troppo tardi.
Quattro strumenti, e ognuno va ripetuto, non solo capito. Osserva e riformula: nota il pensiero, chiamalo pensiero, e torna al respiro e a dove sei sulla scala. Cavalca lo stimolo: a un picco, sospendi la stimolazione, dici a te stesso che è solo una sensazione e che non devi reagire, respiri lentamente e senti l’onda salire e scendere; è la tolleranza all’eccitazione che si costruisce un’onda alla volta. Allarga la consapevolezza: la pelle e il respiro della tua partner, il peso del tuo corpo sul letto, i rumori della stanza, così l’attenzione si apre invece di restringersi su una sensazione. Riorienta con il respiro: un’inspirazione morbida, un’espirazione lenta che immagini scendere attraverso il bacino, e la parola “respira”, mai “non venire”.
Quindi, a cosa pensare per durare di più a letto? A un numero, non al calcio né alla dichiarazione dei redditi. Sono a sette o a otto? Quell’unica domanda ti tiene dentro l’esperienza e ti dà qualcosa da fare con la risposta: sotto l’otto respira e sciogliti, a nove contrai il pavimento pelvico. Sostituisci “non venire” con “restiamo qui” e il panico non ha più niente a cui aggrapparsi.
Niente di tutto questo si prova per la prima volta durante il sesso. Il circolo vizioso si ricostruisce in una sera tranquilla, scrivendo qual era il pensiero e quando è arrivato; i quattro strumenti si provano a sei, da solo, dove una mossa sbagliata non costa niente. Ecco, quindi, come controllare l’eiaculazione con la testa: con l’esercizio, non con la forza di volontà. Se i pensieri arrivano molto prima del sesso e restano molto dopo, il circolo è più grande della camera da letto, e lo smontiamo nella nostra guida all’ansia da prestazione sessuale.
Venti minuti, da solo, ritmo lento, niente porno, e un numero in testa. È la sessione che internet descrive in una riga. Ecco cosa succede, minuto per minuto, nelle prime due settimane, quando l’obiettivo è un sei.
La pratica da solo ti lascia il tempo di riconoscere i cambiamenti dell’eccitazione e provare modi diversi per rallentare.
Gli esercizi di respirazione per durare di più ti aiutano a dedicare attenzione al respiro e alla tensione muscolare. Per impararli serve una pratica regolare. Ecco tre tecniche, con indicazioni su come eseguirle e quando usarle.
Siediti con le ginocchia piegate, una mano sul petto, l’altra appena sotto le costole. Inspira lentamente dal naso in modo che la mano in basso salga e quella in alto resti ferma; espira a labbra socchiuse, tirando dentro la pancia. Cinque minuti, tre volte al giorno, dal primo giorno di allenamento. A letto non fa niente finché non l’hai fatta cento volte alla scrivania.
Inspira contando fino a quattro, trattieni per quattro, espira dalla bocca per quattro, trattieni per quattro, e ripeti finché non ti senti di nuovo calmo. È lo strumento per i minuti prima del sesso, o per la sera in cui il circolo parte presto: due o tre minuti bastano per arrivarci con il sistema nervoso calmo.
Mentre l’eccitazione sale, inspira in modo naturale e lascia durare l’espirazione almeno sei secondi; un po’ di più quando sei vicino. Pavimento pelvico neutro, cosce, addominali e mascella morbidi. Nessuno lo vede, niente si ferma, e sotto l’otto è la mossa che abbassa il numero. Sopra l’otto smette di funzionare, ed è per questo che la scala conta più del respiro.
Respirare di petto, che è il segnale di minaccia in sé. Trattenere il fiato con l’eccitazione alta, che è quello che il corpo fa da solo a nove. Forzare o accelerare il ritmo. E smettere dopo due respiri perché non è ancora successo niente: la respirazione vuole ritmo e ripetizione, e cambia le sessioni nel giro di pochi giorni, non il numero nel giro di pochi secondi.
Dura più a lungo ti aiuta a scegliere cosa praticare e quando passare alla fase successiva. Inizia con un breve questionario, segui le sessioni guidate e procedi con i tuoi tempi. Le prime sessioni si fanno da soli; quelle in coppia arrivano più avanti.
Da un sondaggio tra gli utenti di The Coach dopo le prime quattro settimane con l’app:
Recensioni di uomini che usano il programma, tradotte dall’inglese:
“Conoscevo già tutti questi esercizi da tempo, ma per molto tempo non sono riuscito a essere costante. Mi piace che l’app sia coinvolgente e ti faccia tornare ad allenarti. Mi piace anche che includa esercizi di respirazione e aspetti psicologici. Quindi è tutto in uno.”
“Ero scettico su come potessero aiutare gli esercizi. Avevo provato le pillole per durare di più e non avevano avuto alcun effetto. Gli esercizi e le pratiche del mio percorso sono stati ottimi per insegnare al mio corpo a controllarsi sul momento. Lo consiglio vivamente come alternativa!”
“Faccio questi esercizi di Kegel da tre settimane buone. Risultati eccellenti, insieme ai consigli sul controllo dell’eccitazione: i rapporti con mia moglie sono passati da circa 30 secondi a 2 minuti. Pollice in su 👍”
“All’inizio ero scettico, ma dopo due settimane mia moglie mi ha detto di smettere di usare l’app perché duro troppo e lei è tutta indolenzita. Complimenti, The Coach! E non smetto. Lo consiglio vivamente.”
Inizia con sessioni guidate di venti minuti da solo, poi prova le tecniche con la tua partner.
Abbiamo costruito ogni programma con terapeuti, ricercatori e clinici che lavorano su eccitazione, ansia e controllo, non solo sul pavimento pelvico.
Dr. Justin Houman
MD, urologo formatosi alla UCLA e specialista in medicina riproduttiva maschile, con particolare attenzione alla salute sessuale.
Dr. Susie Gronski
Fisioterapista abilitata, consulente certificata in sessuologia e fondatrice di una clinica di salute pelvica maschile.
Cameron Fraser
Il più noto sex coach per uomini d’Australia, specializzato in benessere e prestazioni sessuali maschili.
Dr. Amy Pearlman
Urologa specializzata in benessere sessuale maschile, prestazioni e salute ormonale.
Gerard Greene
Fisioterapista specializzato in salute maschile e docente senior alla Coventry University.
Natalie Goldberg
Terapeuta certificata in sessuologia e terapia familiare, impegnata a migliorare le relazioni intime e il benessere personale.
Dr. Paula Hall
Psicoterapeuta accreditata, specializzata in sessualità e relazioni, iscritta ai principali organismi professionali di psicoterapia.
Dr. Justin Lehmiller
PhD in psicologia sociale e ricercatore senior presso il Kinsey Institute.
Sì, e la parola chiave è “da soli”. Venire prima di quanto volevi è un riflesso che scatta a un livello di eccitazione che puoi imparare a leggere, quindi allenarsi a durare di più a letto si riduce a due cose: riconoscere quel livello in anticipo e avere una mossa già provata per ogni gradino. Tutte e due si imparano da soli prima di usarle con qualcuno. Chi si chiede come allenarsi a durare di più si fa la domanda giusta; quello che quasi nessun uomo riesce a fare da solo è decidere quanto spingere stasera e non mollare alla terza settimana, ed è a questo che serve un programma.
Circa due mesi di sessioni costanti per il percorso completo, diviso in fasi. Il respiro cambia una sessione nel giro di pochi giorni. Per la scala servono due settimane, tre sere a settimana, prima che tu sappia riconoscere un sei e dirlo ad alta voce senza sbagliare. La terza e la quarta settimana vanno a nove di proposito, con gli strumenti mentali insieme. Dalla quinta gli obiettivi si allungano: un minuto tenuto sotto la linea, poi otto-nove tenuti fino a tre minuti, poi lo stesso quando è la tua partner a dare il ritmo. Obiettivi, non promesse, e cambiano man mano che cambi tu.
Né l’una né l’altro, e quasi tutto l’allenamento per durare di più si fa senza partner, di proposito. Le prime due settimane sono tutte da solo: respirazione, lavoro muscolare, la scala imparata lontano dal sesso e le prime sessioni tra quattro e sei. Per tutto il primo mese ti alleni da solo, perché in coppia niente rallenta abbastanza da permetterti di imparare. L’allenamento con una partner arriva per ultimo e comincia in modo invisibile: un’espirazione più lunga, una mascella morbida, una pausa travestita da cambio di ritmo. Nessun dispositivo, nessun sensore, niente da inserire; lo strumento è la scala nella tua testa.
La meditazione per l’eiaculazione precoce, come di solito viene venduta, vuol dire dieci minuti seduto immobile sperando che la calma ti segua a letto. Un po’ ti segue. Funziona meglio quando ha un bersaglio: una scansione del corpo che trova la tensione che porti nel sesso, una riflessione sui fattori scatenanti che dà un nome ai pensieri che arrivano prima, e l’esercizio del cavalcare lo stimolo fatto a sei, da eccitato, quando l’onda è vera. È mindfulness legata a un livello preciso della scala, e si allena dentro le sessioni, non al loro posto.
A un numero, e a una domanda: sono a sette o a otto? Sotto l’otto respira e lascia andare le cosce; a nove, contrai il pavimento pelvico. Quella domanda ti tiene dentro il sesso, che è esattamente il punto in cui il vecchio consiglio fallisce: pensare ad altro ti porta fuori dalla stanza e ti fa guadagnare pochissimo tempo. Se la tua attenzione ha bisogno di un posto dove andare, allargala invece di andartene: la pelle e il respiro della tua partner, i rumori intorno a te.
No, e lo diciamo per primi. Le tecniche di respirazione tengono calmo il sistema nervoso, e sotto l’otto questo fa quasi tutto il lavoro, a nove niente; a nove il respiro smette di funzionare e subentra il pavimento pelvico, e quel muscolo ha bisogno delle sue sei settimane. Sapere come respirare durante il sesso per durare di più è la metà facile: un’espirazione lunga, invisibile, dal primo minuto. La metà difficile è averla fatta abbastanza volte, alla scrivania e poi in una sessione, da farla partire in automatico. I sette esercizi nell’ordine che funziona sono nella nostra guida su come durare di più a letto, e quali esercizi allenano il muscolo, la calma o la lettura lo trovi nella nostra guida agli esercizi per durare di più a letto.
Dando il punteggio alla settimana, non alla sera. I tempi oscillano con stress, stanchezza, quanto eri eccitato prima di iniziare e come si muove la tua partner, e un uomo che valuta ogni serata legge il rumore come un fallimento. Esercitarsi, allora, è un insieme di abitudini: due o tre minuti di respirazione lenta prima del sesso, un controllo iniziale (già eccitato? stressato? stanco?), una discesa da nove a sei invece di un crollo a due, e le sessioni da solo mantenute perché lo schema continui a farsi più chiaro. Il controllo non è una sensazione; è un sistema.
Stesso materiale, lavoro diverso. Gli esercizi sono i pezzi; la sessione è ciò che li mette in ordine in una certa sera, a un certo livello, e ti dice dopo se hanno funzionato. Quale esercizio allena il muscolo, la calma o la lettura lo trovi nella nostra guida agli esercizi per durare di più a letto; gli stessi esercizi dosati per la condizione, con la questione dei Kegel trattata come si deve, sono nella nostra guida agli esercizi per l’eiaculazione precoce.
Quando il problema è comparso all’improvviso dopo anni senza difficoltà, quando c’è dolore, quando l’erezione o la salute generale sono cambiate nello stesso momento, o quando nessuno ti ha controllato la prostata da un po’; la prostata poggia sui muscoli che usi in questo allenamento, e un problema lì si fa sentire presto sul controllo. Prima la visita, poi le sessioni. Anche dei farmaci si parla con il medico; noi non proponiamo farmaci. Cos’è la condizione, e perché aspettare non la cambia, lo spiega la nostra guida all’eiaculazione precoce.
Il programma Dura più a lungo, come allenamento da fare da solo: la scala a dieci livelli insegnata lontano dal sesso, respirazione con la pancia e rilascio muscolare guidati, il programma Kegel di sei settimane con audio quotidiano e promemoria, la pratica da solo sull’eccitazione tre sere a settimana al livello fissato per quella sessione, gli strumenti mentali insieme, e per ultime le versioni in coppia. Circa due mesi.
In cima alla scala, e non prima della terza settimana. Lo squeeze sulla punta del pene serve a fermarti quando sei a nove, utile sul momento e inutile come allenamento se usato presto; quando usarlo e quando no lo spiega la nostra guida alla tecnica dello squeeze. L’edging è la parte alta della sessione, salire a otto o nove e restarci senza superare il limite; come trovare quel limite lo spieghiamo nella nostra guida all’edging, cos’è e come si fa.
In due modi. Scrivi a support@the.coach e ti risponde una persona vera del nostro team, di solito entro un giorno. Oppure apri l’app, vai alla scheda Oggi, tocca il tuo profilo e scegli Assistenza. In entrambi i casi ti risponde lo stesso team.