Passo 01

Per imparare a durare di più puoi lavorare su quattro abilità: rilassare il corpo, respirare con calma, riconoscere l’eccitazione e coordinare il pavimento pelvico. Sette esercizi da praticare gradualmente allenano queste abilità, e alcuni accorgimenti aiutano a rallentare durante il sesso. Il programma «Dura più a lungo» nell’app The Coach riunisce queste abilità in una routine di pratica guidata.
Mostrami da dove iniziareSe cerchi come durare di più a letto (o “come resistere di più”, come scrivono in tanti), trovi soprattutto trucchi. A decidere sono quattro abilità, e sono tutte cose che fai, non cose che sai:
L’ordine conta, perché si sommano: leggere la tua eccitazione è difficile mentre sei teso, e un pavimento pelvico forte non serve se te ne accorgi troppo tardi. Nessuna delle quattro ti chiede di sentire meno, e nessuna richiede spray, dispositivi o pillole. Il muscolo si allena con gli esercizi di Kegel.
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Il programma introduce sette esercizi in modo graduale. Inizia con respirazione, rilassamento, consapevolezza dell’eccitazione e pavimento pelvico, poi passa agli esercizi più impegnativi.
Da qui si allena la risposta stessa. Ognuno dei tre ha bisogno di respiro, rilassamento, scala e muscolo già al loro posto.
Questi sette sono gli esercizi veri e propri, la lista completa e non un assaggio: se cercavi esercizi per migliorare le prestazioni sessuali, sono questi. Quello che è difficile valutare da soli è quando una fase è davvero tua. Imparare a durare di più durante il sesso con una partner è una fase a sé, che viene dopo il lavoro da solo, e il piano la introduce nelle ultime settimane.
Questi accorgimenti possono aiutarti a rallentare sul momento. Provane uno alla volta e osserva come reagisce il tuo corpo.
Il programma organizza le quattro abilità e i sette esercizi in sessioni quotidiane. Nell’app trovi le istruzioni per ogni giorno.
Gli esercizi si leggono in pochi minuti; per farli tuoi servono otto settimane di pratica. Con qualche domanda, diventano un calendario fatto su di te.
Chi dura di più non si trattiene con più forza degli altri: ha imparato a smettere di trattenersi.
Tutti nascono dallo sforzarsi troppo, e ognuno ha una correzione precisa.
Molti uomini controllano l’eccitazione solo quando sono già a nove, dove resta uno strumento e la finestra è stretta. Il senso della scala è che sei e sette sono i punti in cui hai ancora delle scelte.
Un Kegel è un freno, non una postura. Stringere tutto il tempo crea tensione, stanca il muscolo e rende il riflesso più facile da far scattare. Tieni la contrazione forte per la cima e resta sciolto il resto del tempo.
Andare dritto a nove per metterti alla prova non è allenamento, è azzardo, e insegna al corpo il panico. Le ore che contano si passano tra sei e otto, allungando quanto riesci a restarci.
Il questionario ti aiuta a trovare il punto di partenza. Il piano combina il lavoro sul pavimento pelvico con esercizi di respirazione, rilassamento e consapevolezza.
Da un sondaggio tra gli utenti di The Coach dopo le prime quattro settimane con l’app:
Recensioni da App Store e Google Play, tradotte dall’inglese:
“Uso le app da qualche mese. Anche se non sono costante quanto dovrei, gli esercizi mi hanno aiutato a durare di più. In più mi è piaciuta molto la sezione sulle abilità, molto informativa e utile nella pratica. Provatela, e abbiate pazienza per vederne i benefici.”
“Mi piace l’approccio su più fronti, con altri esercizi oltre ai Kegel, e l’attenzione agli aspetti mentali ed emotivi. Avevo provato un’altra app che andava bene, ma si concentrava sui Kegel. Questa app mi ha aiutato a fare progressi in diversi modi e mi ha messo su una strada per mantenere le mie capacità a lungo nel futuro.”
“Io e la mia compagna abbiamo visto grandi progressi nel sesso in generale (duro di più, lei si diverte molto di più adesso, io mi diverto molto di più adesso). Il programma è ottimo, alcuni esercizi per me sono difficili e trovare il tempo è una fatica.”
“Conoscevo già tutti questi esercizi da tempo, ma per molto tempo non sono riuscito a essere costante. Mi piace che l’app sia coinvolgente e ti faccia tornare ad allenarti. Mi piace anche che includa esercizi di respirazione e aspetti psicologici. Quindi è tutto in uno.”
Ogni giorno trovi una sessione preparata, così sai cosa praticare. Rispondi al quiz per iniziare.
Urologi, fisioterapisti della salute pelvica e terapeuti sessuali ci hanno aiutato a costruire i programmi, e dove qualcosa spetta a un medico e non a un’app, lo diciamo.
Dr. Justin Houman
MD, urologo formatosi alla UCLA e specialista in medicina riproduttiva maschile, con particolare attenzione alla salute sessuale.
Dr. Susie Gronski
Fisioterapista abilitata, consulente certificata in sessuologia e fondatrice di una clinica di salute pelvica maschile.
Cameron Fraser
Il più noto sex coach per uomini d’Australia, specializzato in benessere e prestazioni sessuali maschili.
Dr. Amy Pearlman
Urologa specializzata in benessere sessuale maschile, prestazioni e salute ormonale.
Gerard Greene
Fisioterapista specializzato in salute maschile e docente senior alla Coventry University.
Natalie Goldberg
Terapeuta certificata in sessuologia e terapia familiare, impegnata a migliorare le relazioni intime e il benessere personale.
Dr. Paula Hall
Psicoterapeuta accreditata, specializzata in sessualità e relazioni, iscritta ai principali organismi professionali di psicoterapia.
Dr. Justin Lehmiller
PhD in psicologia sociale e ricercatore senior presso il Kinsey Institute.
Parti dall’espirazione. Non richiede preparazione, funziona dal primo minuto, e puoi usarla senza cambiare niente di quello che stai facendo. Se non basta, rallenta molto il ritmo prima di provare altro. Nessuna di queste mosse però è affidabile in una serata in cui sei stanco, stressato o reduce da una lunga pausa: lì conta il riflesso che hai allenato, e per quello servono settimane.
Dipende dalla parte. Il lavoro muscolare ha un minimo: circa sei settimane a dieci minuti al giorno, il minimo indispensabile per vedere un cambiamento nella forza di qualsiasi muscolo, e sei uomini su dieci riferiscono un miglioramento significativo alla fine di quel blocco. Il lavoro sull’eccitazione ha i suoi tempi: diverse fasi, un paio di settimane ciascuna, e sali solo quando quella prima è stabile. Il programma completo dura otto settimane. Non esiste una versione di tutto questo che duri una settimana.
Di solito perché nessuno ti ha mai insegnato come si fa. Decidono due cose: dov’è la tua eccitazione in un dato momento, e se il muscolo che può trattenere è mai stato allenato. Nessuna delle due è un difetto, e nessuna è permanente: sono solo non allenate, come una lingua che non hai mai studiato. Quindi, se ti chiedi come smettere di venire così in fretta, la risposta è l’allenamento. Se succede entro circa un minuto in ogni situazione, e va avanti da mesi, è un’altra domanda, e la risposta è nella nostra guida all’eiaculazione precoce.
Sette, e fanno lavori diversi: due tengono calmo il sistema nervoso, uno ti dice quale strumento usare, uno costruisce il muscolo che fa da freno, e tre allenano la risposta stessa. Ognuno è un esercizio per durare di più con un compito preciso. Se uno fa da base, è la pratica da solo sull’eccitazione, perché è lì che gli altri sei si incontrano.
Durare di più in modo naturale vuol dire respirazione, rilassamento, consapevolezza e allenamento muscolare, senza niente da spalmare, ingoiare o indossare. È più lento di uno spray, ed è l’unica strada che dura più di una serata: cambia la tua risposta, non quanto riesci a sentire.
Sì: lo stop-start è la risposta classica a come ritardare l’eiaculazione, ed è la spina dorsale della pratica da solo sull’eccitazione. Sali fino a un livello, rallenti o ti fermi, lasci scendere l’eccitazione, poi risali. Due cose decidono se funziona per te. Fallo sotto il nove; il limite non è il posto dove ci si allena. E abbinalo a respirazione e rilassamento: farlo a denti stretti allena proprio la tensione che vuoi perdere. La tecnica della compressione (squeeze) è una sua variante, e va usata solo in cima alla scala.
Sì, e vale la pena impararlo come tecnica a sé. In ogni momento di intimità (baci, preliminari, penetrazione) cerchi la tensione in mascella, mani, cosce e glutei, rilasci quello che trovi e allunghi l’espirazione fino a sei secondi o più. Da fuori non cambia niente: nessuna pausa, nessuna spiegazione, nessun annuncio. Per chi non vuole parlarne prima, è l’unica tecnica che non chiede niente alla partner.
Metti in conto una salita più rapida del solito. Novità, agitazione e voglia che vada bene spingono l’eccitazione, quindi sulla scala arrivi in alto prima. Durare di più la prima volta riguarda soprattutto questo scarto: controlla a cinque invece che a sette, tieni il ritmo più lento di quanto ti venga naturale, e usa l’espirazione dal primo minuto invece di tenerla per la cima. Preliminari che ti portano a sei e ti riportano giù prima di tutto il resto fanno guadagnare più tempo di qualsiasi trucco. E se è anche la tua prima volta in assoluto, vale lo stesso: con tanta novità arrivare presto è normale.
Aspettati sensazioni più forti e preparati: finora il preservativo ti aiutava a durare. Senza, l’eccitazione sale più in fretta e i livelli si confondono, quindi durare di più senza preservativo vuol dire controllare prima a che punto sei: il controllo che funzionava a sette adesso va fatto a cinque, e il rallentamento arriva prima di sentire che serve, non dopo. Due cose passano dritte dall’allenamento. La pratica da solo si fa già senza preservativo, con lubrificante e una presa più leggera, quindi la sensazione non è nuova la sera in cui conta. E all’espirazione non importa cosa indossi. Il trucco opposto, un preservativo più spesso per guadagnare tempo, va bene come ripiego e non allena niente, ed è per questo che non smette mai di servire.
Cinque minuti rientrano nella norma, che va più o meno da cinque a sette, quindi durare più di cinque minuti è una questione di pratica, e la risposta sono le quattro abilità. Un’ora di penetrazione continua non è realistica: quel numero viene dal montaggio, non dai corpi. Quando un uomo sembra durare un’ora, in realtà sta gestendo il ritmo: tratti tenuti a sei, rallentare prima del picco, preliminari usati per cambiare livello e non come riscaldamento, e il plateau, cioè tenere un livello per due o tre minuti alla volta. Chi dura un’ora, quasi sempre non spinge per un’ora. Il cronometro è comunque lo strumento sbagliato: quello che alleni è il tempo in controllo, e quando ce l’hai la durata si sistema da sé.
Non pensando ad altro: così ti stacchi dal momento, e la serata ne risente. Per durare di più con la testa servono due abilità, e nessuna è forza di volontà. La prima è l’attenzione: con l’eccitazione alta si restringe su una piccola zona, e riaprirla a tutto il corpo e a tutta la stanza abbassa l’eccitazione senza fermarti. La seconda è sapere a che punto sei sulla scala. Dare un numero mentre succede è la metà mentale di tutto il metodo, perché è ciò che fa arrivare ogni strumento fisico in tempo invece che a nove. Imparare a controllare l’eiaculazione con la testa è esattamente questo: sapere dove sei, così il corpo ha una scelta. Tutte e due si praticano prima fuori dal letto; sul momento è troppo tardi per impararle.
Succede spesso, ed è più un problema di ritmo che di erezione. Scendere da otto a due di colpo dice al corpo che il sesso è finito, e il flusso di sangue lo segue. Scendi a gradini: da otto a sei, mai da otto a due. Mantieni una stimolazione leggera, un po’ di tono nel pavimento pelvico (solo attenzione, niente contrazione piena), e lascia l’espirazione più lunga dell’inspirazione. Se perdere l’erezione è lo schema abituale, è un altro problema: lo trovi nella nostra guida alla disfunzione erettile.
Fanno qualcosa, ed è per questo che si vendono. Pensare ad altro funziona, ma ti stacca dal momento, e di solito lei se ne accorge. Spray anestetici e preservativi spessi ti fanno guadagnare tempo togliendoti sensibilità, e l’effetto se ne va quando se ne va il prodotto: il principio attivo della maggior parte degli spray è un anestetico locale, dello stesso tipo che i medici usano per addormentare i tessuti, e noi non lavoriamo con farmaci. Rallentare, allungare l’espirazione o allentare la pressione non ti toglie nessuna sensazione.
Breve, e quasi tutta guidata: una lezione, una sessione audio (respirazione, rilassamento o scansione del corpo, a seconda di dove sei) e il blocco muscolare con il timer. Il blocco muscolare prende circa dieci minuti al giorno; lezione e audio sono brevi. Tre giorni a settimana c’è anche una pratica sull’eccitazione, di circa venti minuti: è la sessione per cui gli uomini devono davvero trovare spazio.
No. Niente dispositivi, pesi, gel o gadget: bastano il tuo corpo e una decina di minuti.