Passo 01

La tecnica dello squeeze e lo stop-start sono due modi per praticare il controllo dell’eiaculazione. Entrambi prevedono una pausa nella stimolazione prima dell’orgasmo. Qui trovi le differenze e come riconoscere l’eccitazione per capire quando fermarti.
Rispondi a qualche domandaPrima di tutto, ecco la tecnica dello squeeze per intero. Il metodo in una riga: stringi con decisione la punta del pene quando arriva lo stimolo. La versione classica è più precisa: stringi il glande per quindici secondi, due o tre volte. La trovi anche come tecnica della pausa e compressione, o come squeeze di Masters e Johnson: è sempre lo stesso gesto.
C’è una seconda forma, e conta più della prima. Invece del glande, contrai il pavimento pelvico, il muscolo che useresti per interrompere la pipì. La tenuta classica è di dieci-quindici secondi. La versione che insegniamo è più rigorosa e più breve: interrompi la stimolazione, espira fino in fondo, poi sul picco dello stimolo fai una sola contrazione forte e controllata, tienila uno o due secondi, e lascia andare del tutto perché l’eccitazione possa scendere. Sono due gesti diversi, quindi tienili separati.
Nessuna delle due è complicata, e per questo di solito si spiega la presa e non il momento. Ma se funziona dipende da quando la usi, cioè da quanto sei eccitato, non da come stringi.
Capire a che livello sei tocca a te; su quale livello lavorare lo decide l’app The Coach: quando la apri, il livello della settimana e la pratica di oggi sono già scelti.
Passo 01

Passo 02

Passo 03

Lo stop-start è l’esercizio che costruisce il controllo, e si fa così. Da solo, senza fretta: stimolati fino al livello quattro o cinque della scala da 1 a 10, eccitato ma senza urgenza. Poi rallenta, rilassa i muscoli, respira profondamente e spalanca gli occhi: così l’attenzione esce dal restringimento che porta l’eccitazione alta. Nota quali muscoli si sciolgono. Scendi fino a due, poi risali, fermati a sei e torna di nuovo a due. Sali a otto: otto è un livello rischioso, quindi prenditi il tuo tempo e raffreddati. Ripeti da cinque a dieci volte, e la sessione arriva a circa venti minuti. Più a lungo riesci a farlo, meglio è.
Cadenza: tre volte a settimana, per due settimane. Poi passi a una versione più difficile, il plateau: invece di salire e scendere resti a cinque o sei per venti-trenta secondi, e col tempo arrivi a due o tre minuti. Sempre tre sessioni a settimana, per altre due settimane.
Una regola che conta: niente porno mentre ti alleni da solo. Una stimolazione rapida e intensa allena l’abitudine opposta, proprio quella che vuoi perdere.
Con una partner l’esercizio resta lo stesso, cambiano solo le mani: quando dici stop lei si ferma subito, e riparte quando lo dici tu. Almeno venti minuti, tre volte a settimana, per due settimane.
Quasi ogni consiglio su come durare di più dipende da un numero: quanto sei eccitato. Ecco la scala che usiamo, cosa senti in ogni fascia e quale dei due esercizi va usato lì.
Il principio è questo: il controllo funziona in due fasi. Sotto il livello otto tieni con respirazione, rilassamento e la consapevolezza di dove sei. Sopra il livello otto resta un solo strumento, una contrazione forte del pavimento pelvico, e funziona solo se quel muscolo è stato allenato. Per questo i due esercizi che cercavi non sono intercambiabili.
Nello stop-start alterni stimolazione e pause per osservare come cambia l’eccitazione. Lo squeeze aggiunge una breve compressione. La pratica dovrebbe restare confortevole: evita di stringere ripetutamente o con troppa forza.
Hai tutti e due i protocolli completi, e puoi iniziare lo stop-start stasera anche senza di noi. Un protocollo però non può dirti se stasera sei a sette o a otto, magari alla terza sessione di una settimana storta. Riconoscerlo è la vera abilità: ci vogliono circa due mesi, ed è questo che separa un esercizio che conosci da uno che funziona. Il sesso è un’abilità che quasi nessuno ci ha insegnato, e questa si può misurare su una scala. Il programma Dura più a lungo di The Coach la allena così:
Presta attenzione alle sensazioni ed evita una pressione eccessiva.
Oltre al momento in cui fai una pausa, contano la pressione, la frequenza e il rilassamento dei muscoli.
Se stringi troppo presto hai usato il freno senza uscire dalla zona di pericolo. Se stringi troppo tardi il riflesso è già partito e non resta niente da fermare. Sono due errori con la stessa causa: non sapere a che numero sei.
Né lo squeeze né un piano di allenamento sono una cura. L’allenamento cambia quanto presto ti accorgi di dove sei sulla scala, quanto a lungo resti in una fascia e quanto di rado ti serve il freno. Se vieni presto ogni volta, da mesi, o da quando è cambiato qualcos’altro nella tua salute, parlane con un medico: meglio prima di iniziare un piano di otto settimane che al suo posto.
Usalo a ogni sessione e smette di essere un freno. Le conseguenze sono precise: tensione pelvica, muscoli che si stancano presto e un riflesso che scatta ancora prima. È proprio il risultato che volevi ribaltare, ottenuto facendo con impegno l’esercizio più famoso. Il controllo è anche sapere quando non stringere.
Il freno si usa a nove, ed è un muscolo che devi aver costruito prima. Il programma Kegel nell’app dura sei settimane a circa dieci minuti al giorno, e sei uomini su dieci riferiscono un miglioramento significativo dopo quelle sei settimane: un dato sul muscolo, non una promessa sui tuoi tempi.
Sessioni individuali di circa venti minuti, con indicazioni per ogni fase della pratica.
Da un sondaggio tra gli utenti di The Coach dopo le prime quattro settimane con l’app:
Recensioni di uomini che usano il programma, da App Store e Google Play, tradotte dall’inglese:
“55 anni. Dopo mesi di dubbi su questa app e su quello che promette, ci ho provato basandomi sulle recensioni. E quanto sono contento di averlo fatto! In appena due settimane sono passato da ‘accidenti, hai già finito? 🥲’ a ‘ti prego amore, finisci, sono sfinita 🥵’ 🤣👍🏼”
“Ero scettico su come potessero aiutare gli esercizi. Avevo provato le pillole per durare di più e non avevano avuto alcun effetto. Gli esercizi e le pratiche del mio percorso sono stati ottimi per insegnare al mio corpo a controllarsi sul momento. Lo consiglio vivamente come alternativa!”
“All’inizio ero scettico, ma dopo due settimane mia moglie mi ha detto di smettere di usare l’app perché duro troppo e lei è tutta indolenzita. Complimenti, The Coach! E non smetto. Lo consiglio vivamente.”
“Faccio questi esercizi di Kegel da tre settimane buone. Risultati eccellenti, insieme ai consigli sul controllo dell’eccitazione: i rapporti con mia moglie sono passati da circa 30 secondi a 2 minuti. Pollice in su 👍”
Il quiz imposta la tua prima sessione.
Abbiamo costruito ogni programma con urologi, fisioterapisti del pavimento pelvico e terapeuti che lavorano sulla salute sessuale.
Dr. Justin Houman
MD, urologo formatosi alla UCLA e specialista in medicina riproduttiva maschile, con particolare attenzione alla salute sessuale.
Dr. Susie Gronski
Fisioterapista abilitata, consulente certificata in sessuologia e fondatrice di una clinica di salute pelvica maschile.
Cameron Fraser
Il più noto sex coach per uomini d’Australia, specializzato in benessere e prestazioni sessuali maschili.
Dr. Amy Pearlman
Urologa specializzata in benessere sessuale maschile, prestazioni e salute ormonale.
Gerard Greene
Fisioterapista specializzato in salute maschile e docente senior alla Coventry University.
Natalie Goldberg
Terapeuta certificata in sessuologia e terapia familiare, impegnata a migliorare le relazioni intime e il benessere personale.
Dr. Paula Hall
Psicoterapeuta accreditata, specializzata in sessualità e relazioni, iscritta ai principali organismi professionali di psicoterapia.
Dr. Justin Lehmiller
PhD in psicologia sociale e ricercatore senior presso il Kinsey Institute.
È una presa breve. Quando arriva lo stimolo di venire stringi la punta del pene, nella versione classica per quindici secondi, due o tre volte, finché lo stimolo passa, poi riprendi. Una seconda forma stringe invece il pavimento pelvico, per poco, all’ultimo momento. Tutte e due interrompono un riflesso che ha già cominciato a salire, ed è per questo che contano come strumenti a breve termine, non come allenamento.
Nessun attrezzo. Le prime settimane sono individuali di proposito: è lì che si impara la scala, ed è più facile leggerla senza il ritmo di un’altra persona. Le versioni in coppia arrivano dopo, e gli esercizi restano gli stessi.
Sul momento sì: è quello che fa un’interruzione. Sul lungo periodo non è quello che cambia le cose: come i preservativi più spessi e gli spray ritardanti, è un aiuto provvisorio, come le rotelle della bicicletta. E dei tre, gli spray sono quelli che preferiremmo evitassi del tutto. Usata spesso ti costa qualcosa: tensione, stanchezza e un riflesso più veloce di quello da cui eri partito.
Tutte e due, a livelli diversi, e soprattutto la seconda. Lo stop-start è dove avviene l’allenamento: tre sessioni a settimana per due settimane, circa venti minuti l’una, salendo e scendendo tra i livelli due e otto. Lo squeeze resta di riserva per il livello nove. Se lo usi più di una volta a sessione, vuol dire che la sessione è partita troppo in alto.
No, e non serve: non c’è un punto anatomico preciso da trovare. La presa è sul glande, pollice sotto, dove il bordo incontra l’asta, abbastanza decisa da non lasciare dubbi e non di più. Quello che uno schema non può disegnare è l’unica parte difficile: il momento in cui la usi. È un numero sulla scala dell’eccitazione: il nove. Per il resto del quadro trovi la nostra guida all’eiaculazione precoce.
Il programma Dura più a lungo, settimana per settimana: la scala dell’eccitazione e come leggerla, la pratica da solo con il livello del giorno già scelto, sessioni guidate di respirazione e rilassamento, e un programma Kegel di sei settimane con promemoria e audio guidato ogni giorno. Circa due mesi di pratica.
In due modi. Scrivi a support@the.coach e ti risponde una persona vera del nostro team, di solito entro un giorno. Oppure apri l’app, vai alla scheda Oggi, tocca il tuo profilo e scegli Assistenza. In entrambi i casi ti risponde lo stesso team.